06 Dicembre 2019

L´idea e il progetto OGNINA PER GIOCO

La civiltà umana sorge e si sviluppa nel gioco e come gioco. Questa è la considerazione che Johan Huizinga ha esposto nel suo libro pubblicato nel 1938 intitolato “Homo Ludens”. Non prende in considerazione come il gioco stesso si pone rispetto agli altri fenomeni culturali, ma in quale misura la cultura ha le caratteristiche del gioco. Il concetto di gioco è dunque necessariamente integrato con quello di cultura.
Giocare è una cosa seria.
L’ho capito quando ho visto Edoardo, mio figlio, fare strani versi con in mano un pezzo di spago e un mattoncino di plastica arancione. L’ho visto entrare in una dimensione mistica di concentrazione, di solennità, di divertimento, come varcare la soglia di un nuovo mondo, tutto suo. È un bambino piccolo ma molto sveglio. Alcune volte i nostri giochi sono scambi di sguardi, battiti di mani. Ma ogni gesto che compiamo, anche un solo sguardo, ha conseguenze rilevanti nelle relazioni con gli altri. Nulla è pertanto scontato, tanto meno il gioco di un bambino.

Il mondo dei giochi è estremamente variegato: esistono giochi fini a se stessi, utilizzati esclusivamente per intrattenere e far passare il tempo alle persone, bambini, adulti, anziani, non fa alcuna differenza.
Esistono anche dei giochi che fuoriescono dal loro guscio di semplice divertimento e si trasformano in strumenti più complessi, inglobando connotazioni e caratteristiche che li trasformano in oggetti utilizzati per scopi completamente differenti rispetto alle basilari finalità ludiche, tentando di sostituirsi alle più comuni tecniche di insegnamento, pubblicità, marketing, incremento della qualità della comunicazione aziendale o, perché no, della promozione di un territorio.

E così nasce ‘Ognina per gioco’ per mostrare il volto inconsueto di un quartiere catanese, quello in cui è nato mio figlio, che è ricco di potenzialità indescrivibili e di tanta magia, che ho voluto raccontare in un gioco da tavola.

Il gioco migliora l’uomo nel suo essere individuale, ma anche nel suo essere sociale. Dove c’è gioco c’è la persona in una delle sue manifestazioni più vere e autentiche e, contemporaneamente, c’è anche comunanza e reciprocità e, in questo caso, c’è anche il territorio di Ognina, bagnato dal mare e colorato di arcobaleni delle barche dei pescatori.

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